Darkroom DIY

Immagine

“…A darkroom is a room that can be made completely dark to allow the processing of light sensitive photographic materials…”

photo by Stefania Carbonara darkroom diy

 

Finalmente sono riuscita ad attuare uno dei miei tanti progetti: CREARE UNA CAMERA OSCURA in camera mia (scusate il gioco di parole) e fortunatamente si è rivelato più facile del previsto. La prima cosa da dire immediatamente è che auguro a tutti di provare l’emozione divina di sviluppare le proprie foto analogicamente in una camera oscura perchè è un esperienza davvero magica. La prima foto l’ho sviluppata insieme al mio rastafaiano amico e appena abbiamo visto miracolosamente spuntare l’immagine nella carta imbevuta nel rivelatore, ci siamo guardati e abbiamo iniziato a sbraitare dall’emozione esclamando: “Sono Dioooo, sono Dioooo!!!”. è pazzesco poter controllare l’esposizione, l’apertura del diaframma, la pulizia della foto (mi sono divertita a sperimentare anche con la polvere per creare delle texture stile vintage) e molte altre cose, manualmente e non digitalmente. L’ho trovato molto più appagante, più “MIO”. Una vera creazione a 360°.

…e ora non ne posso fare più a meno…mi ritrovo sempre rinchiusa in questo piccolo stanzino oscurato, circondata da acidi e foto appese…il tutto illuminato da una lucina rossa che rende l’ambiente ancora più surreale e fuori dal tempo…

Devo ringraziare il padre di una mia cara amica, perchè mi ha imprestato l’ingranditore che usava da ragazzo, per un tempo indeterminato. Se mai leggerai questo post, ti ringrazio di cuore perchè hai contribuito a realizzare un mio sogno e hai contribuito a farmi risparmiare sulle spese. Inoltre ringrazio il rastafaiano citato prima, per il suo libricino raro e utilissimo “Manuale del fotografo” e per il suo continuo appoggio morale in tutte le mie idee. Detto questo, essendo una ragazza che tiene molto allo scambio esperienziale e conoscitivo con altre persone sul filone del DIY, ho intenzione di mettere di seguito alcuni trucchi e consigli per potersi creare da soli una camera oscura in casa in modo dilettantistico e poco costoso!

In totale ho speso sui 100 € (ingranditore a parte)

Come macchina analogica purtroppo ho solo una LOMO fisheye e una macchinetta adorabile automatica riesumata dall’armadio di mia zia Yashica minitec. Purtroppo non ho nessuna reflex analogica ma ho già progettato un possibile acquisto in un negozietto dell’usato.

photo by Stefania Carbonara darkroom diy

 

DARKROOM KITCHEN

Prima di tutto è essenziale avere un stanzino da poter oscurare (va più che bene anche una dispensa oppure come faceva mia mamma da ragazza, muniti di sacchetti della spazzatura neri vi rinchiudete in bagno e lo oscurate per il tempo necessario per poter sviluppare le vostre foto). Passo successivo, trovare l’attrezzatura:

  • Lampadina di sicurezza rossa
  • Tre recipienti per misurare le soluzioni (i 3 prodotti chimici per la stampa dei provini)
  • I Prodotti chimici: RIVELATORE PER PELLICOLA, RIVELATORE PER CARTA, BAGNO D’ARRESTO E FISSATORE. Come prodotti io posso consigliarvi quelli che per ora ho utilizzato (essendo alle prime armi ho avuto occasione di utilizzare solo questi, però mi sono trovata molto bene quindi onestamente li consiglio) Come rivelatore per pellicola bianco e nero sto utilizzando ILFORD ID-11. Ah mi sono dimenticata di chiarire che io sto scrivendo per quanto riguarda lo sviluppo di negativi in bianco e nero e non a colori. Non ho ancora provato lo sviluppo a colori perchè è un pochetto più complicato e ho voluto andare per gradi iniziando per prima con lo sviluppo in scala di grigi per imparare. Per quanto riguarda il rivelatore per la carta sto utilizzando ILFORD PQ UNIVERSAL. Come bagno d’arresto vi darò una notizia sorprendente e lo scriverò pure in maiuscolo da quanto è sorprendente: Resami conto di non aver comprato il prodotto chimico per il bagno d’arresto, il mio amato best e collaboratore Edoardo (sempre quello citato prima) se n’è uscito dicendo: “HO SENTITO DIRE CHE BASTA UTILIZZARE ACQUA CON UN Pò DI ACETO BIANCO” e sapete una cosa?! FUNZIONAAAA. Dopo questa spesa in meno l’ultima che rimane è per il fissatore. Io sto usando il SUPERFIX F205 ORNANO
  • 2 pinze per maneggiare la carta fotografica (due perchè la prima può andare in contatto solo con il rivelatore e la seconda può andare in contatto con l’arresto e il fissaggio)
  • Come carta sensibile per ora ho utilizzato come marca ILFORD MULTIGRADE IV in formato 12,7 x 17,8 (sinceramente quella che costava meno >.<)
  • Ingranditore
  • Dei flaconi di plastica dove poter tenere separatamente i prodotti chimici (SI PER NOSTRA GIOIA SI POSSONO RIUTILIZZARE)
  • Un imbuto per poter travasare gli acidi (rubatelo in cucina a vostra madre come ho fatto io)
  • Un conta secondi (non usate come me quello sul cellulare perchè poi vi tocca appallottolarvi su di esso in modo da coprire la luce che emette il marcio ma bello cellulare nokia. Se avete un impavido Iphone allora vi basta diminuire l’illuminazione dello schermo al minimo -_-“)
  • Il TANK, ossia la sviluppatrice per pellicola con l’apposito rocchetto. Detto in parole povere, è lo strumentino che vi serve per sviluppare la pellicola. Ve lo spiego alla veloce così ci capite qualcosa: La pellicola va arrotolata nel rocchetto e immerso dentro il tank con all’interno il rivelatore, poi dopo averlo agitato ci versate il bagno d’arresto, lo agitate ancora, ci versate il fissatore e a quel punto potete togliere il coperchio alla sviluppatrice e immergerla nel lavandino facendo scorrere l’acqua.  Solo dopo che avete il negativo sviluppato e asciutto potete metterlo nell’ingranditore e   passare alla stampa delle vostre foto. Quindi prima si sviluppa la pellicola  che è il procedimento più noioso in quanto si deve fare totalmente al buio e ci si perde un pò di tempo (cazzata che mi è venuta in mente: nel film Elephant c’è una scena interminabile dove il fotografo agita su e giù la sviluppatrice per un angolo di 45° a destra e a sinistra per tutto il tempo prescritto per lo sviluppo)
  • Marginatore, decisamente utile per posizionare in modo preciso la carta fotografica sotto l’ingranditore. Io all’inizio usavo un vetro (rubato da una cornice con la solita foto di famiglia posta in salotto) dove sopra segnavo con un pennarello i quattro angoli proiettati per poi posizionarci sopra la carta. Alla fine mi ritrovavo tutto il vetro pasticciato e non ci capivo una mazza. Quindi compratevi un marginatore così sapete come posizionare di preciso ogni formato di carta senza perderci la testa.

Essendo nell’animo un pò barbona posso dirvi che il termometro per uso fotografico non l’ho comprato e sono riuscita benissimo a sviluppare lo stesso, mantenendo gli acidi a temperatura ambiente. Inoltre non preoccupatevi se non avete un lavandino nella stanza, perchè vi basta andare a sciacquarle abbondantemente sotto il lavandino dopo aver passato la foto del fissaggio.  Servirebbe anche un focometro e questo forse ve lo consiglio perchè facilita la messa a fuoco e infatti mi sa che lo comprerò.

Infine vi consiglio il sito dove io mi rifornisco e dove mi trovo davvero bene! Le spedizioni sono veloci e i prezzi abbordabili. IL FOTOAMATORE

Ecco direi che ho scritto tutto quello che bisogna sapere per crearsi una camera oscura fai da te!

Spero vi sia stato utile…Apprezzerei un qualsiasi consiglio esperienziale da voi altri foto amatori!

DIY e CULTURA LIBERA SEMPRE

photo by Stefania Carbonara darkroom diy

photo by Stefania Carbonara darkroom diy

4 pensieri su “Darkroom DIY

  1. Ti auguro che questa non sia solamente un’esperienza, ma sia l’inizio di una passione che potrà accompagnarti per molti, molti anni.
    A me è successo così.

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    1. è da tre anni che avevo in mente questo progetto e ora che sono riuscita a realizzarlo sono certa che non rimarrà solamente un esperienza!
      La fotografia è una mia passione e la fotografia analogica è un’esperienza troppo magica e manuale da rimanere tale!
      Grazie del commento

      Mi piace

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